mercoledì 9 ottobre 2013

Il sonno della ragione

 






















Nell'anno 1797 Francisco Goya scrisse in un suo dipinto El sueño de la razón produce monstruos (Il sonno della ragione genera mostri).

... e allora CAZZO! Svegliamoci!

Svegliamoci dalla demagogia di politicanti corrotti.
Svegliamoci dal desiderio di apparire.
Svegliamoci dalla voglia di mondanità.
Svegliamoci da ... "siamo tutti uguali".
Svegliamoci dall'oblio dei nostri illustri antenati italici.
Svegliamoci  dalla facilità di reperire spesso infondate verità su internet.
Svegliamoci dalle ovvietà.
Svegliamoci dalla ricerca spasmodica di passatempo inutili.
Svegliamoci dalla lontananza della contemplazione dei mirabili segni della natura.
Svegliamoci da ... 
... il posto di lavoro "sicuro"
... il tatuaggio del primo, del secondo, del terzo, del quarto ..... amore
...  le partenze intelligenti
... i cibi biologici
... rimedi palliativi per stress momentanei
... "Mi hai tradito? Non ti mollo, ma te la faccio pagare."
... "Mi fai un favore?" "Mmm ... Cosa ne ho in cambio?" 
...      




lunedì 7 ottobre 2013

via del pigneto


In via del Pigneto a Roma, la vita scorre lenta e godilbilmente rilassante.
In alcuni casi è anche piuttosto movimentata da tafferugli o proposte erbacee illecite ma per la maggior parte del tempo essa costituisce un rifugio alla noia e al mal di vivere. Qui si sta a proprio agio, soprattutto quando si è in compagnia di una ragazza che di sibillino posside solo l'appellativo; ella risulta piuttosto trasperente. La sua bellezza è pari ai versi più belli della storia narrativa poetica; risulta insuperabile quando con  nonchalance e naturalezza estrema declama "Mosca 1959" di Nazim Hicmet che di seguito riporto integralmente:


Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi
pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

sabato 5 ottobre 2013

La tavola di smeraldo


È vero senza errore e menzogna, é certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa-Una (di una cosa sola).

Come tutte le cose sono sempre state e venute dall'Uno, per mediazione dell’Uno, così tutte le cose nacquero da questa Cosa Unica per adattamento.

Il Sole ne è il padre, la Luna ne è la madre, il Vento l’ha portata nel suo ventre, la Terra è la sua nutrice.

Il padre di tutto, il Telesma di tutto il mondo è qui.

La sua potenza è illimitata se viene convertita in terra.

Separerai la Terra dal Fuoco, il Sottile dal Denso, delicatamente, con grande cura.

Ascende dalla terra al cielo e ridiscende in terra raccogliendo le forze delle cose superiori ed inferiori.

Tu avrai così la gloria di tutto il mondo e fuggirà da te ogni oscurità.

Qui consiste la Forza forte di ogni Forza, perché vincerà tutto quel che è sottile e penetrerà tutto quello che è solido.

Così fu creato il mondo. Da ciò deriveranno innumerevoli adattamenti mirabili il cui segreto sta tutto qui.

Pertanto io fui chiamato Ermete Trismegisto, possessore delle tre parti della Filosofia di tutto il mondo.

Ciò che dissi sull’opera del Sole è perfetto e completo.
Ermete Trismegisto

mercoledì 2 ottobre 2013

Lopsicopatico




LOPSICOPATICO… TUTTO ATTACCATO


Buona sera… buona sera… buona sera per tutte le sere come questa sera… buona sera… mi chiamano Lopsicopatico… no! Non staccato, ma bensì con tutte le lettere attaccate… Lopsicopatico… Buona sera… mi chiamano Lopsicopatico… no! Non staccato, ma bensì con tutte le lettere attaccate… Lopsicopatico… Buona sera…Mi chiamano così ma non ho ancora capito il motivo… Ho guardato il dizionario… Psicopatico ovvero affetto da psicopatia ovvero insano ovvero matto ovvero pazzo ovvero disturbato ovvero folle ovvero pazzoide. Io ho un problema… trrrrrrrrroppe donne… trrrroppe donne mi dicono di no. Nonostante io sia indubbiamente bello, mi sento brrrrrutto… Brrrutto, brrrrutto, brrrrutto, brrrrrutto… Io la mattina quando mi alzo vado in bagno… e in bagno posseggo uno strrrrraordinario specchio, enorme (smorfia di pianto)…

A me piace scrrrrocchiare la carta da imballaggio… Ieri sono rimasto molto male quando ho finito tutti i pezzettini da scrrrrocchiare… Rimango molto male quando non ci sono più pezzettini da scrrrrrocchiare… Come lavoro ho fatto un po’ di tempo fa il magazziniere impacchettatore… Ero felice soprattutto negli straordinari quando nessuno mi vedeva (stac, stac, stac)… Che goduria! Poi mi hanno licenziato, trrrrroppi straordinari…Come liquidazione mi sono fatto dare una scorta di carta da imballaggio con tanti pallini che scrrrrocchiano (stac, stac, stac)… Che goduria!... Tra poco dovrò trovare un altro lavoro… sto finendo la scorta… Un’altra cosa a cui non posso resistere sono i telefoni. No, no, no… non mi sono spiegato. I telefoni vecchio stile… quelli di una volta… quelli vecchio tipo con la rotella… ve li ricordate? Trrrrrrrrrr…Trrrrrrrrrrrrr…… Trrrrrrrrrr…Trrrrrrrrrrrrr…… amavo i numeri lunghi, 0 Trrrrrrrrrrrrr… Trrrrrrrrrrrrr… 9 Trrrrrrrrrrrrr … Trrrrrrrrrrrrr… Perché fanno solo quelli con i tasti adesso? Bastardi! Quando ero piccolo passavo le ore ad ascoltare attaccato alle cabine telefoniche Trrrrrrrrrr…Trrrrrrrrrrrrr…… Trrrrrrrrrr…Trrrrrrrrrrrrr…… Se mi scoprrrivano facevo finta di scrrrrocchiare carta da imballaggio (stac, stac, stac… fischiettando)…, anche se allora non era il mio passatempo prrreferito, non ne prrrovavo un gran piacere… La mia ragazza pensa che dovrei farmi vedere da uno psicologo ogni tanto… è fissata! E io lì a convincerla del contrario, una fatica! Ma lei no, non cede… è come un registratore continuo…  ripete ossessivamente:

devi andare da uno psicologo

devi andare da uno psicologo

devi andare da uno psicologo

devi andare da uno psicologo

devi andare da uno psicologo

basta! Ho capito… forse un giorno ci andrò pur di non sentirla più. Il punto è che io non ho una ragazza… quando ce l’avrò però glielo dirò chiaro e tondo: Ok, mi hai convinto vado da uno psicologo! Contenta, ora…?  Boh!?

Sapete il fatto è che io non so prrrroprrrrrio decidermi… Ah! A prrrroposito, dovete scusarmi, ma qualche volta, non sempre, quando nel mio parlare incontro una consonante seguita o prrreceduta da una erre, quest’ultima, la erre, la devo arrrrticolare per bene, è più forrrrte di me… Scusate!

Dicevo, non so decidermi sulle banalità figuriamoci sulle scelte importanti della vita…


[…]

L’ossequioso, Il fuori posto

L’ossequioso L’impacciato Il fuori posto


Salve!? Innanzi tutto scusate il disturbo. Scusate se sono qui … indegnamente. Non avevo molte altre cose da fare … d'altronde anche voi credo … cercherò di infastidirvi il meno possibile.
Il mio nome è Pietro, il cognome Balducci … ma di certo lo avrete già dimenticato … del resto devo ammettere che anche io spesso do una sbirciatina alla mia carta d’identità … dove per altro ho fatto incollare la fotografia al contrario per il timore che possa offendere o disturbare un eventuale malcapitato osservatore. Questo non lo potrei sopportare o meglio non me lo perdonerei, troppi sensi di colpa. Ne ho parlato anche con il mio psicologo … dottore dottore mi ascolti per favore, ho sempre paura di disturbare … al che lui prontamente ha risposto senza darmi alcuna considerazione: si, si, ne parleremo la prossima volta … adesso vada .. avanti il prossimo …
(vibra il cellulare)
Ohh … Scusate … (risponde) Pronto … si, ciao … scusa se ti ho risposto … Disturbo? … meno male. Sai non me lo perdonerei … si si si lo so che hai chiamato tu e ti ringrazio tanto, anzi poi dimmi quanto hai speso che ti rimborso la chiamata … si si lo so  … d’accordo scusa se sono stato lungo … sono contento che tu abbia chiamato … se non hai nulla da fare chiamami quando vuoi … naturalmente se pensi che io non disturbo … si scusa se ti ho detto di chiamarmi quando vuoi … d’accordo a presto spero … Ciao , Amore.
Scusatemi se vi ho fatto attendere, era la mia ragazza …  è molto carina … be’ per quello che mi potevo meritare è fin troppo carina e disponibile. Anche se devo ammettere che lei non mi capisce fino in fondo. L’altra volta mi ha detto che secondo lei sono un po’ troppo sottomesso … mi ha definito uomo-zerbino. Io l’ho prontamente ringraziata, dicendole che era un onore per me essere almeno utile a pulire le suole delle scarpe degli altri … dopo questo mi lasciò … ricordo che in quella circostanza cercai anche di suicidarmi buttandomi sotto un treno … poi venni assalito dai sensi di colpa per aver solamente pensato una cosa simile … e si sensi di colpa nei confronti di coloro che avrebbero dovuto raccogliere i brandelli del mio umile corpo … così rinunciai. Il mio punto cruciale, critico, dolente di me stesso è che non sono mai riuscito in nessuna occasione ad imporre la mia personalità … anzi quando mi sfiora soltanto questo pensiero chiedo scusa a me stesso …
Di lavori ne ho cambiati parecchi, ma mi hanno sempre licenziato nel giro di una settimana … la motivazione che mi davano ogni volta era che risultavo troppo ossequioso con tutti … sembrava quasi che volevo (scusate se riferisco le parole testuali) “leccare il culo” ai superiori … io non osavo neanche lontanamente difendermi … solo una volta, molto timidamente, ho fatto umilmente osservare che per me sarebbe stato anche un onore fare le veci della carta igienica … in quella occasione fui persino picchiato. Riportai delle fratture allo zigomo destro, al naso, a due costole e un taglio all’arcata sopraccigliare. Poi comunque li ho ringraziati, tutto sommato erano stati clementi e non mi avevano fatto troppo male.
 (vibra il cellulare)
Ohh, scusate il cellulare … posso rispondere? … grazie … Pronto? … ciao, come stai … scusami se ti ho risposto … disturbo? … meno male, non me lo perdonerei … poi dimmi quanto spendi che ti … come? … ah si si vanno bene i carciofi per pranzo … d’accordo a dopo … Ciao, mamma.

Circa




Il pezzo s’intitola “CIRCA”. Tutto è cominciato quando ero più piccolo di statura di CIRCA 42,37 cm. In quel periodo, corrispondente CIRCA a questa differenza di statura frequentavo la scuola media Giovanni Pascoli, costituita da tre piani fuori terra alti ognuno CIRCA 3,27 metri. Io mi trovavo nella seconda fila del terzo banco, pesante CIRCA 19,56 kg, a destra della cattedra costituita da truciolato di legno e piano in formica color verde acqua, alta CIRCA 86,12 cm a partire da una pedana rialzata da terra CIRCA 14,87 cm e costituita da quattro piedistalli cilindrici di ferro zincato del diametro di 22 mm CIRCA. In detta aula si accedeva mediante la quinta porta a sinistra di colore bianco lucido e alta CIRCA 2,55 metri, posta in un lungo corridoio il cui pavimento era costituito da un tipo di piastrelle a monocottura di colore bianco grigiastro 33 per 33 cm CIRCA, al secondo piano di un edificio costruito nel 1914, caratterizzato da struttura portante in mattoni e pietra, copertura in tavelloni di legno e tegole in cotto.
Le lancette in ferro nero di un orologio tondo del diametro di CIRCA 19 cm, costituito da un bordo nero posto a CIRCA 1,02 metri sopra la cattedra, ma distante rispetto alla sua mediana CIRCA 36 cm, segnava con tickettio regolare e cronometrico le ore 12 e 47 minuti e 34, 35, 36, 37 CIRCA secondi di un giorno 27 di un mese d’ottobre. La temperatura esterna si era assestata CIRCA sui 25,32°C con una umidità dell’aria pari al 19,5%.
Una pagina bianca di un documento del programma informatico Microsoft Word istallato senza regolare licenza all’interno del Sistema Operativo Window XP, visibile su un monitor 16/9 di 15’’ impostato a 1024 per 768 pixel su un Personal Computer portatile Satellite Toshiba alimentato da un processore Intel Pentium M Centrino 1,6 GHerts, è di fronte agli occhi di colore azzurro-verde del protagonista di sesso maschile di questa storia alla perenne ricerca di qualcosa da scrivere per vincere la noia e la monotonia di un sabato pomeriggio apparentemente simile a molti altri già vissuti. Il foglio continua a rimanere bianco con un’unica macchiolina nera lampeggiante rappresentata da un cursore che si muove su, giù, destra, sinistra in modo apparentemente casuale grazie ad un piccolo mouse ad impulsi ottici con il fondo piatto e il dorso ben arrotondato praticamente ergonomico mosso da una mano destra di forma tozza, unghie relativamente curate, pelle abbastanza giovane. Il cursore sembra quasi stanco di questo continuo movimento incessante, mentre l’atmosfera di quel luogo è movimentata dalla musica proveniente da uno Stereo HI-FI Sony con triplo scomparto CD, doppio lettore per casette, e radio incorporata sintonizzata sulla frequenza 105,3 FM. Il cursore nero lampeggiante sopra al foglio digitale bianco attende ordini quando gli occhi azzurro-verdi trasportati dal viso di carnagione chiara caratterizzata da un lieve rossore sulle gote e di forma non perfettamente ovale in cui sono inseriti, vanno a cogliere l’immagine appena formata sulla finestra della camera di CIRCA 18,45 mq arredata con uno stile estremamente casual in cui trova sede momentaneamente il detto computer portatile. Gli occhi azzurro-verdi sono ora fissi sul vetro pulito CIRCA 13 ore e 43 minuti prima con un prodotto dal profumo di lavanda di nome Vetrolux contenente CIRCA 975 ml di liquido detergente, da una signora di 45 anni castana, alta 1,67 metri e con un peso che è variato negli ultimi 2 anni da 55,4 e a 58,7 kg, di chiara origine settentrionale. Dietro al vetro spesso CIRCA 1,13 cm si è appena posata delicatamente un foglia di tiglio lunga 8 cm e larga 5,7 cm di colore verde tendente al giallo, costituita da tre serie di nervature contenenti liquido linfatico ormai non più utilizzato dall’albero da cui si è staccata CIRCA 5,76 secondi prima. Una folata di vento alla velocità di CIRCA 32,67 km/orari mette in movimento la foglia di tiglio trasportandola lontana dallo sguardo azzurro-verde del protagonista.
Morale dopo aver detto CIRCA 616 parole disposte in 2 pagine, la prima di 26 righe e 92 colonne, la seconda di 25 righe e 95 colonne:
Alla quinta ora, a CIRCA 9 minuti e 36 secondi dal suono della campanella, costituita da due cappelletti con un piccolo batacchio centrale, che percuoteva il ferro con una velocità media di 45 metri al secondo, e determinando un suono di CIRCA 354 decibel percepibile fino ad distanza in senso radiale di CIRCA 70 metri, il maestro alto 1,76 cm, con voce diaframmatica per CIRCA il 56 %, e con un volume poco al disotto del suono della detta campanella, CIRCA 265 decibel, pronunciava le testuali parole: 
Ragazzi i dettagli sono importanti, i dettagli! Ricordatevelo!
A volte, CIRCA nel 76,34% dei casi, gli insegnanti condizionano troppo.